Morire Una vita di CoryTaylor    Il Saggiatore

 

Ho gustato lo scrivere della propria vita, di fronte alla prospettiva di una morte vicina, per pennellate e riflessioni, con passato e futuro che si abbracciano…. Non condivido molto i contenuti, tranne forse il finale: tecnica e medicina rendono più lungo e difficile il morire.  Non ricevo il dare per certo il nulla del dopo, con cui per motivi familiari ho molta consuetudine, ma per me la vita prima ancora della morte senza il senso del mistero non sta in piedi. Questo invece è un libro  sul volere tenere nelle proprie mani la possibilità della morte perché essa sia per così dire sconfitta dalla morte stessa attraverso un farmaco letale che ci si è procurati, al di là che poi questo venga  utilizzato  o il proseguimento degli eventi non ne faccia intravedere la necessità.  L’autrice pensa al suicidio, perché in Australia non c’è la legge che permetta la morte assistita, ma è frenata dal trauma che potrebbe essere per la famiglia, marito e figli e questo considerare la persona al centro delle relazioni è il positivo della seconda parte, nonostante lo squallore di certi ricordi. Io ho colto con vera partecipazione, direi riconoscendomici , il legame tra lo scrivere e la morte su cui la scrittrice riflette nella prima parte che l’aiuta  a dire “Ora vedo la vita che ho vissuto come l’unica vita, come una singolarità, satura della sua stessa unicità”