Maria Maddalena
Proviamo a sostare su questa figura con la sobrietà con cui la troviamo indicata nei Vangeli.
Luca ce la presenta tra altre donne:
In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni. (Lc 8,1-3)
Delle donne sono con Gesù come ci stanno i discepoli, e il primo nome che si fa è quello di Maria chiamata Maddalena, una che stava molto male[1], guarita dal suo globale (lo indica il 7!) malessere (non c’è bisogno di specificare altro), proprio forse partecipando al seguito di Gesù: se anche lei fosse ricca come altre non è detto, di lei non si cita né padre, né sposo, né figlio, nessun legame se non il luogo di origine[2] e quello con Gesù. E’ lì, nel seguire Gesù, che lei ritrova il senso, il gusto della vita piena.
Luca ci presenta una situazione che doveva essere abituale “erano con lui”, anche se poi non si sente più parlare di queste donne, secondo una modalità propria dell’epoca in cui alla donna spettava il privato e all’uomo il pubblico, ma quell’erano con lui, insieme agli incontri di Gesù con altre donne, ci dice la novità e l’intensità di un vissuto. Le donne non c’erano al seguito degli altri rabbi, e qui il privato era relativo con tutti gli spostamenti di Gesù. La sequela era più esigente per donne abituate alla casa, alla non esposizione, ma il discepolato fin dall’inizio non fa distinzioni, si tratta di fidarsi di Gesù e di quanto dice e fa.
Ritroviamo le donne al Calvario che osservano quanto accade fino alla sepoltura:
40Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, 41le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.
42Venuta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, 43Giuseppe d’Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. 44Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. 45Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. 46Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro. 47Maria di Magdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto. (Mc 15,40-47 e // MT 27,55-6)
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[1] Altre figure, ricordate nei Vangeli alle prese con demoni, sono sempre persone a disagio nella vita normale e spesso sono figure maschili: mai allora vi si associa l’essere peccatori, anzi sono a volte contrapposte a quello che deve diventare ogni uomo con l’ascolto della divina parola, al trasfigurato (Mt 17,14-18; Mc 9,14-29; Lc 9, 37-42), e vengono tolte dai margini da Gesù, si tratti dei Guadareni che del muto o della figlia della cananea. Non c’è quindi motivo di fare della Maddalena una prostituta, come è accaduto nella tradizione che ha fuso figure femminili. diverse
[2] Così accade per la figura di Elia, il Tisbita, tutta relativa al Signore Dio di Israele.
Il nome di Maria di Magdala è sempre il primo sia in Marco che in Matteo, solo Luca in 23,49-56 non fa nomi; tra i nomi delle compagne c’è poi qualche variazione, probabilmente erano di più delle citate, le accumunava l’essere insieme fin dalla Galilea.
Luca presenta sulla via del calvario altre figure di donne con cui Gesù interloquisce, ma il suo chiamarle “Figlie di Gerusalemme” ci avverte che non sono quelle alla sua sequela.
Giovanni riduce la presenza delle donne al Calvario a tre, ma il primo posto è dato a Maria la madre di Gesù, a cui questi assegna ancora un compito, affidandogli Giovanni che, a sua volta la deve accogliere come madre: Gesù indica che c’è ancora un cammino per chi lo ha seguito.
Maria di Magdala è in secondo piano, ma sempre in posizione particolare, accanto a due donne che sono parenti tra loro, solo lei, tra le discepole, è lì.
Questo prepara il ruolo che le dà Giovanni nel mistero della resurrezione:![]()
1Il primo giorno della settimana, Maria di Magdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 2Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». 3Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 6Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. 10I discepoli perciò se ne tornarono di nuovo a casa.
11Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». 14Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 15Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». 16Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». 17Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». 18Maria di Magdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto. (Gv 20,1-18)
Marco cita Maria Maddalena per prima quando parla delle donne che vanno al sepolcro “passato il sabato” (Mc 16,1) e poi in 16,9, testo considerato tardivo, fa la sintesi dell’episodio ricordato da
Giovanni. Matteo non distingue tra le donne e Gesù stesso parla con tutte (Mt 28,1s). Luca non fa nomi se non quando le donne vanno dagli Apostoli e insieme testimoniano dell’incontro con Gesù, e allora Maria di Magdala è citata per prima (Lc 24,1;10).
Giovanni entra dentro il vissuto di Maria di Magdala presso la tomba, o Maria stessa glielo ho raccontato[1], con tutta la densità di un evento interiore indicibile, ma risonante delle tante vocazioni presenti in tutta la storia della salvezza. Si sottolinea che l’esperienza personale è unica e irripetibile: non c’è un vedere che illumina, ma solo una voce ben conosciuta, inconfondibile che dice il proprio nome, “Maria!”; se l’aspetto del Risorto poteva lasciare confusi, la voce no, era quella di Gesù, del Maestro. Non c’è in Giovanni un gettarsi ai piedi ad adorarlo come fanno le donne in Matteo, ma la rappresentazione sia nelle icone che in quelle tante rappresentazioni che vanno sotto la dicitura “Noli me tangere”[2] lasciano solo la Maddalena ai piedi di Gesù.
Solo una esperienza così, avvenga pure in altre modalità e in altri luoghi e tempi, conduce ad una fede come amore che si fa indelebile, in quanto la persona non solo è coinvolta a riconosce l’Altro, ma ritrova sé stessa e illumina il proprio cammino passato e futuro.
Il nome pronunciato con profondità libera da ogni ripiegamento e chiusura, trasforma le lacrime in sguardo purificato, capace di accogliere, senza obiezioni, il mistero che l’altro le rivela e il compito che le è affidato «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Altre donne annunciano agli apostoli quello che hanno vissuto presso la tomba, sia in Matteo che in Luca, ma è sottolineato che essi non credono loro. Giovanni invece vuole sottolineare la particolarità del vissuto di Maria di Magdala che apre un varco nella diffidenza, aprendo il cuore degli apostoli alle visite che il Risorto farà loro, in quella particolare vicinanza e distanza che quel “Padre mio e Padre vostro” ratifica.
Maria Maddalena, aiutaci a saper offrire all’altro/a
la nostra esperienza di incontro col Signore,
perché anche lui/lei apra il cuore e la faccia a sua volta.
Solo gustando si può far gustare.
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[3] Giovanni in fondo la ha preceduta nella fede solo con un sguardo alla tomba vuota; possono intendersi!
[4] Cattiva traduzione latina del greco che va tradotto “non mi trattenere” più consono al contesto.